Nei giorni scorsi c’è stato un interessante evento a Messina, L’inaugurazione nella parte alta del viale giostra, di 21 murales realizzati dagli studenti del Liceo Artistico “E. Basile” di Messina. E’ sicuramente un’iniziativa che valorizza l’arte urbana e abbellisce la città. Mi piacerebbe però dare qualche dettaglio interessante sui ciò che non è stato notato da “nessuno”. Davvero bello sapere che gli studenti del Liceo Artistico “E. Basile” di Messina siano stati coinvolti in un progetto così significativo. La combinazione tra arte e coinvolgimento giovanile è sempre qualcosa di speciale.
Amante della cultura e del mondo della scuola e considerato che sono un prof. anch’io, terminato il mio lavoro nell’istituto dove insegno, sono andato a vedere di persona questi murales. Ho subito notato che c’era qualcosa che non avevo letto in nessuna notizia: c’era qualcosa che li abbelliva… ebbene si … ho visto che erano presenti sotto ciascun murales delle sedute in miniatura che, non solo arricchiscono visivamente lo spazio, ma lo rendono anche più funzionale, invitando le persone a fermarsi e godersi l’arte in modo più interattivo. Avere un posto dove sedersi vicino a un’opera d’arte permette alle persone di viverla meglio, magari anche riflettendo su di essa.
Dopo essermi documentato su Tali sedute, ho scoperto che sono state realizzate con la tecnica della palladiana, mosaico ceramico ricavato da piastrelle colorate. Tali sedute, sono state realizzate dagli alunni di architettura e ambiente seguiti dal professore Cosimo Bevacqua. Inoltre, ho anche notato che è stata realizzata una scultura in acciaio e cortecce che rappresenta la natura che prende possesso sulla tecnologia delle classi di pittura/scultura seguiti dal professore Carmelo Geraci e Patrizia Rustica. Tale scultura è collocata nella rotatoria della parte alta del viale giostra.
Complimenti di cuore a tutti i ragazzi, alla Dirigente prof.ssa Caterina Celesti e a tutti i colleghi che, ne sono certo, hanno seguito i ragazzi con amore e passione.
“Mi piace vedere ciò che gli altri non vedono”.

