Dopo aver vissuto in una barracca, hanno ricevuto finalmente le chiavi di una vera casa; per loro e, soprattutto per i loro figli, la vita cambierà radicalmente. Un risanamento abitativo che segna la crescita sociale di una città dal volto umano che guarda al futuro con più serenità. Infatti, il risanamento abitativo non è soltanto un intervento urbanistico, è un atto di rigenerazione sociale.
Quando una città sceglie di investire nella qualità dell’abitare, decide di restituire dignità ai suoi cittadini e di costruire un futuro più equo, sostenibile e inclusivo.
A suggellare questo gesto che restituisce dignità unama e sociale, il sindaco Federico Basile il sub commissario per il risanamento Santi Trovato, il presidente di Arisme Fabrizio Gemelli e, naturalmente, le quattordici famiglie assegnatari di altrettanti alloggi.
Negli ultimi anni, Messina ha avviato un percorso di risanamento indirizato a superare il degradato edilizio rappresentato dalle barracche collocate in tante zone della città; una rigenerazione urbana che non ha riguardato solo muri e facciate, ma la vita delle persone che in quelle baracche abitavano.
Il sindaco Federico Basile ha voluto sottolineare come “risanare significa creare nuovi spazi di incontro, riidurre le disuguaglianze, promuovere una cultura della convivenza civile”. Proseguendo il sindaco ha detto che “questa ulteriore consegna di alloggi, rappresenta un vero e proprio laboratorio di coesione, le famiglie ritrovano il senso di appartenenza, i bambini crescono in ambienti più salubri e gli anziani riaquistano quella dignità mortificata dall’impossibilità di avere un tetto sopra la testa che potesse garantire loro una vita più umana, L’abitazione torna così ad essere un diritto, non un privilegio”.
Il sub commissario per il risanamento Santi Trovato nel ribadire che il lavoro svolto fino ad oggi continuerà con la stessa determionazione ha rimarcato che il risanamento per essere davvero efficace, deve guardare al futuro. Una città che rigenera i propri spazi abitativi costruisce anche una nuova identità collettiva: un volto più umano, capace di coniugare progresso e solidarietà. Questo, ha concluso Tovato, “è il mantra che ha accompagnato il suo lavoro”.
Per alcune famiglie, una in particolare, una giovane coppia con una bambina in carrozzina, la gioia per la consegna delle chiavi di una casa che possa essere definita tale, va alle altre famiglie, alcune con bambini disabili, che ancora vivono un’esistenza di prossimità in baracche fatiscenti dove prolificano insetti, ratti e dove è difficile pensare al futuro se il presente è questo.
Un grande segno di solidarietà che evidenzia una comunità viva.
L’ultima riflessione l’abbiamo lasciata al sindaco Basile il quale “partendo proprio da un concetto a lui molto caro, quello di comunità, ha affermato che guardare al futuro significa investire nelle persone, nei loro bisogni e nelle loro aspirazioni. Solo così una città può davvero crescere è diventare più umana”.
