The Nightmare before Christmas, il più grande film di Tim Burton

Il titolo di quest’analisi potrebbe apparire fuorviante, ma no, Tim Burton NON ha diretto “The Nightmare before Christmas”.

Tuttavia, è forse il film che rappresenta di più il suo stile e la propria visione da regista. Considerato come uno dei più grandi classici natalizi – e di Halloween – della storia del cinema, la pellicola diretta dall’eccezionale animatore Henry Selick viene ricordata da molti come uno dei più grandi capolavori di Tim Burton, nonostante egli sia stato solamente il produttore e co-sceneggiatore del film.

Ma per quale motivo il lungometraggio ed il regista vengono associati così spesso? Per rispondere a questa domanda, occorre analizzare approfonditamente la produzione della pellicola, poi la trama e la sua estetica distintiva.

ln primo luogo, l’intera storia di “The Nightmare before Christmas” si ispira ad una poesia di Tim Burton dal medesimo nome, che venne scritta nel 1982. L’idea del componimento nacque in lui dopo aver visto una vetrina decorata, con sovrapposti addobbi di Halloween e di Natale. All’inizio il progetto per un film tratto dalla poesia venne proposto alla Disney, per cui Burton lavorava, ma fu bocciato, dato lo stile così cupo e poco adatto ai bambini. Per il recupero della pellicola e l’inizio della sua produzione, dovettero passare ben 10 anni.

Si rammenta difatti che tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, Tim Burton ebbe un successo senza precedenti. Opere quali “Edward mani di forbice”, “Batman” e “Beetlejuice”, lo resero uno dei nomi più conosciuti di tutta Hollywood. Questa è una delle principali motivazioni per cui la Disney riprese in mano il progetto. Non perché furono riconsiderate le idee alla base di esso, o vennero fatte modifiche sostanziali, ma solamente per guadagnarne successo e profitto, dato dalla presenza del regista in ascesa. E tra l’altro, fu a causa di essa che il film venne pubblicizzato quasi sempre insieme al nome di Tim, che aveva lavorato solo in minima parte al progetto. ln quel periodo difatti, egli non poté dedicarsi alla regia dato il suo lavoro sul set di “Batman: il ritorno” e “Ed Wood”, perciò essa fu affidata a Henry Selick. Come anche specificato da quest’ultimo, Burton fu ovviamente il produttore del film, scrisse alcune scene e delineò i personaggi, ma si trovava sul set della pellicola raramente. È grazie a Selick e agli altri animatori che tutto prese forma. Per la lavorazione del lungometraggio fu di fondamentale importanza anche Danny Elfman, compositore che lavorava assiduamente insieme a Tim. Egli non solo scrisse la maggioranza delle canzoni, ma fu anche essenziale per lo sviluppo del protagonista Jack.

Dopo la descrizione della produzione del film “contaminata” dalla Disney, occorre occuparsi della trama. ln “The Nightmare before Christmas” si racconta della città di Halloween, un luogo dove vivono creature inquietanti – in pieno stile Tim Burton – dedite soltanto al culto della festa e del macabro. La persona più amata fra queste è il “Re delle Zucche” Jack Skellington, il mostro più spaventoso e celebre dell’intera cittadina, che non apprezza più la sua vita e l’ambiente in cui vive. Vagando dopo la notte di Halloween, scopre una porta magica, che lo conduce verso un luogo ancor più suggestivo del proprio, ossia la città del Natale. Da qui allora inizia l’effettiva storia del film: Jack, insoddisfatto di Halloween e della sua vita, cerca di passare da “Re delle Zucche” a protagonista indiscusso del Natale. Il film poi abbonda di iconici personaggi, come la dolce Sally, amata dal pubblico anche più di Jack stesso, ed il Bau Bau, l’inquietante antagonista.

La trama della pellicola è caratterizzata da quegli elementi fondamentali del cinema di Tim Burton: un solitario protagonista insoddisfatto, figlio di un luogo che non sente proprio, alla ricerca di un mondo che lo accolga. Jack non è molto diverso da Edward di “Edward mani di forbice”, entrambi potrebbero essere ritenuti come personaggi speculari, considerando il dolore personale e la straziante sensazione di rammarico che li contraddistingue.

Tra Burton e Selick però, colui che ha maggiormente contribuito nell’evoluzione del protagonista del film è Danny Elfman, che durante le riprese si sentì molto vicino al personaggio. Egli faceva parte del gruppo “Oingo Boingo”, band che amava, ma da cui spesso sentiva il bisogno di scappare, come se lo soffocasse. Perciò dedicandosi ai testi di molti brani, non sentì alcuna difficoltà nella scrittura, come se stesse parlando di sé stesso. È grazie al compositore inoltre, che sono state realizzate magnifiche canzoni che delineano lo stato d’animo del protagonista, come “Jack’s Lament” e “What’s This?”.

Jack nella pellicola segue un grande percorso di maturazione e mutamento: all’inizio si dimostra irrequieto cercando di evadere, di cambiare sé stesso ed il luogo in cui vive, ricercando quel “piccolo calore mai provato” e sentito solo nella città del Natale. Ma queste emozioni non nascono a causa delle sue origini o della città di Halloween. Jack è insoddisfatto semplicemente per il proprio incessante sentirsi solo, e basterà poi nel finale del film, l’unirsi con Sally, per ritornare – o iniziare – a stare bene, senza dover ricorrere a cambiare tutto della sua esistenza. La bellissima trama della pellicola è inoltre arricchita dalla splendida animazione in tecnica “stop-motion” (realizzata non in digitale ma utilizzando pupazzi fisici). Ogni singola ambientazione richiama il suggestivo stile gotico di Tim Burton, con luoghi tetri, personaggi cupi ed oscure scenografie. Ogni piccolo particolare è curato nei minimi dettagli, e conduce ad una creazione ultima immensamente affascinante, che si mostra visivamente unica.

L’intero stile della pellicola appartiene anche allo stesso Henry Selick, come anche detto da quest’ultimo, ma unendo ogni particolare precedentemente descritto, il prodotto finale si avvicina molto di più al cinema di Tim Burton che a quello di qualsiasi altro autore. ln conclusione si può affermare quanto il magnifico “The Nightmare before Christmas” sia un film davvero magico. Esso riesce ad unire sia il giovane suggestionato dalle ambientazioni lugubri di Halloween e quelle affascinanti natalizie, che lo spettatore maturo, che si ritrova vicino alla visione del mondo che prova il protagonista Jack. E come qualsiasi altro film che – anche in minima parte – derivi dalla mente di Tim Burton, conduce a delle emozioni irripetibili, che si provano solo grazie a protagonisti tanto solitari quanto affascinanti come Jack Skellington.

Related posts