Johnny molesta una ragazza in un vicolo e scappa via da Manchester. Così si apre il film del 1993 “Naked“, diretto da Mike Leigh e con protagonista David Thewlis(Remus Lupin nella saga di Harry Potter), entrambi premiati al festival di Cannes. È difficile rammentare un’altra pellicola che presenta il personaggio principale in un modo così crudo e dannatamente potente.
“Naked” descrive un uomo unico nel suo genere, Johnny, un intellettuale disoccupato dall’eccellente dizione, che scappato da Manchester giunge a Londra, vagabondando per le strade e dialogando con i passanti. Egli è una persona davvero colta, amante della letteratura, della filosofia, della scienza e di tante altre discipline. Per l’intera pellicola cita continuamente passi della Bibbia, collegando ogni momento delle sue giornate a tematiche religiose o eventi cospirativi. Se venisse analizzato in un altro scenario, Johnny potrebbe apparire in un modo davvero positivo, d’altronde, cosa dovrebbe esserci di tanto terribile in un uomo intelligente e ricco di cultura. Egli in realtà, viene immediatamente rilevato sullo schermo in un momento di panico, che proietta lo spettatore verso il climax protratto per l’intero film. Dunque è proprio grazie alla scena iniziale che viene descritta la vera realtà del protagonista. Johnny è una persona ambigua, che giunge perfino ad un atto tremendo impossibile da perdonare, lo stupro. Quel momento in cui egli si presenta al pubblico, violentando sessualmente una povera donna, non fa altro che anticipare tante delle future azioni che verranno messe in atto. Egli colpisce psicologicamente e fisicamente quasi tutti i personaggi del lungometraggio, iniziando dalla ragazza molestata nel vicolo, proseguendo con l’ex fidanzata Louise, la sua coinquilina Sophie, e poi i passanti per le strade di Londra. Dopo pochi minuti dall’inizio del film non si riesce a percepire cosa aspettarsi, come se la scena del tentato stupro fosse la più sconvolgente della pellicola, ma per fortuna la storia è appena iniziata. Johnny scappa da Manchester e arriva a Londra, dove torna nella casa della vecchia fidanzata Louise. Qui incontra Sophie, una giovane ragazza che fin dal primo momento si dimostra fragile. È proprio con lei che Johnny inizierà non solo a mostrare il suo fascino incantatore, ma anche a far capire agli spettatori tanti altri aspetti della sua personalità. Johnny all’inizio si dimostra pressoché positivo nei suoi riguardi, ma dopo il primo atto sessuale che compieranno, le azioni della prima scena della pellicola riaffiorano. L’uomo inizia a trattarla male ed esserne distaccato, come se si fosse già stancato, e soprattutto, utilizzando un atteggiamento maleducato e violento. ln aggiunta, con l’arrivo dell’ex fidanzata Louise, coinquilina di Sophie, Johnny esibisce le proprie doti dialettiche. Utilizzando un linguaggio aulico, passa da un tema complesso ad un altro in pochi secondi, ponendo domande iperstrutturateed osservazioni fuori luogo. Il parlare del protagonista non è altro che il simbolo della propria irrequietezza, che lo porta a ricercare costantemente qualcuno con cui discutere, dibattere ed esporre i propri concetti. Johnny in meno di una giornata si stanca della debole Sophie, scappando di casa e respingendola facendo anche uso della violenza. Lei si ritrova presa dal dolore, immersa nel panico, tutto per colpa dell’uomo, che ha portato il proprio incessante odio contro di lei, contaminandola e distruggendola sia emotivamente che anche se in minima parte – fisicamente. Johnny è come una malattia, un costante portatore di dolore, ovunque egli passi riesce solo a generare frustrazione e disagio, facendo fuoriuscire i propri sentimenti negativi e ripercuotendoli contro gli altri. Andato via dalla casa delle due ragazze, egli vagabonda per le strade notturne di Londra, che sembrano praticamente deserte. Nulla è fuori posto, non ci sono eventi stravaganti che “rovinano” la notte dell’uomo come si fosse in “Fuori Orario” di Martin Scorsese. Ma, per l’evoluzione della storia, sono presentati dei personaggi con cui Johnny esprime le proprie idee, ricercando grazie ad ognuno di essi un riparo. La protezione fisica che il protagonista cerca per le strade della città gli viene spesso data, come da una giovane cameriera che gentilmente lo ospita nella propria casa. Ma a causa del proprio comportamento sconsiderato, senza mostrare un minimo di gratitudine, viene maltrattato e cacciato come se fosse spazzatura. Durante le ore passate fuori dalla casa di Louise e Sophie, Johnny incontra diversi personaggi su cui si può discutere parecchio. ln primo luogo, la guardia Brian, uomo dal “lavoro più noioso del mondo”, unica figura della pellicola che riesce a dialogare con il protagonista senza farsi abbindolare – come Sophie – o rispondendo negativamente come gli altri passanti. Brian è colui che più di chiunque altro fa fuoriuscire le idee di Johnny. Egli difatti inizia un discorso che analizza la conclusione del mondo, per poi descrivere la vita, la morte e la religione. Egli non si mostra violento come con qualsiasi altra persona della pellicola, ma continua comunque a comportarsi in modo inadeguato, senza esibire alcuna gratitudine nei confronti di Brian, che lo ha ospitato all’interno del proprio edificio.
Parlando con la guardia una tematica proposta riemerge più di qualsiasi altra, ossia alcune opinioni sulla fine del mondo. Queste idee vengono esposte per circa dieci o quindici minuti nell’intero lungometraggio, come se fosse un tema fondamentale. Ciò si collega all’esistenza di ogni personaggio presentato nel film, che sembra praticamente senza scampo. Tutte le figure, Sophie, Brian, i passanti, ed ovviamente Johnny, vivono una vita opprimente, grigia, che li lascia senza alcuna speranza. Nessuno sembra veramente, per un singolo istante, minimamente felice. Johnny per esempio, è un vagabondo senza famiglia, amici o futuro; Brian poi, è un uomo solitario, anch’egli senza persone di supporto. Tutte le altre figure presentate sono disoccupate come Sophie, o con lavori miseri come Louise. La negatività di Johnny non è altro che un simbolo della società in cui, egli e tutti coloro che incontra, vivono. Andando avanti con la storia, più di una persona si scontrerà fisicamente con Johnny, come l’uomo che attacca i manifesti. Questo personaggio all’inizio è disponibile con il protagonista, ma poi, quando quest’ultimo inizierà a bombardarlo con osservazioni ingiustificate o semplici attacchi verbali, si stanca, calciandolo ripetutamente e scappando rubandogli la borsa. Johnny così, si ritrova spoglio per le strade della città, senza niente, neanche i propri vestiti e i libri che portava con sé dall’inizio del film. Il protagonista è come nudo, e si può dunque pensare che da qui derivi “Naked“, il titolo della pellicola. Johnny non ha niente, né amici, né riparo, né famiglia; è spogliato da qualsiasi cosa. Ritrovandosi solo per le strade, è ancora più isolato del momento iniziale del film. Per colpa delle proprie gesta negative dunque, egli rimane privo di tutto, perfino di quelle cose banali che possedeva, come i propri libri.
L’unica azione positiva che riesce a compiere è quella di tornare dall’ex fidanzata Louise, che insieme alla coinquilina Sandra, appena tornata da un viaggio, lo aiuta, dandogli medicazioni e riparo. Nella conclusione del film, sembrerebbe che lo status quo venga finalmente ristabilito: il protagonista si riconcilia con Louise, che è pronta ad abbandonare il proprio lavoro per vivere serenamente con lui. Ma Johnny, ancora insoddisfatto e dolorante, ruba dei soldi e scappa di casa, tornando ad errare per le strade, senza alcuna meta. Tutto sembrava finalmente sistemato, il protagonista avrebbe potuto avere ciò che desiderava dall’inizio, come un semplice riparo, ma continua a vagabondare senza dimostrare in minima parte alcuna evoluzione. Johnny rimane irrequieto, la propria smania non riesce ad avere fine. Grazie a molte delle sue parole, si può percepire la motivazione del dolore che lo contraddistingue. Johnny è un uomo puramente insoddisfatto, caratterizzato da una crescita apparentemente difficoltosa per colpa delle sue origini, e che, nonostante le grandi potenzialità, non è riuscito a costruire nulla di concreto. Ognuno di questi elementi lo conduce a percepire un forte sentimento di frustrazione, che trasmette agli altri intorno a sé, condividendo quindi il proprio male. Alcuni spettatori, nel protagonista di “Naked” hanno visto non un personaggio qualunque, bensì un uomo connesso alla figura del Messia. È come se Johnny fosse in qualche modo una reincarnazione di Cristo, che vagando per le strade, pone domande agli uomini privi di meta, cercando di arricchirli. Allo stesso modo, altri vedono nel protagonista la figura di Satana, che andando per Londra, genera del male in chiunque egli incontri, seminando discordie e spargendo dolore.
Inoltre, all’interminabile viaggio del personaggio principale è contrapposta la presenza di uno secondario, Jeremy, il quale possiede tante caratteristiche del protagonista. È un misogino, che tratta con violenza chiunque incontri, senza però riscontrare alcuna risposta, data la propria posizione sociale. È il padrone di casa di Louise e Sophie, e proprio per questo, si sente quasi in dovere di poter violentare quest’ultima, lasciandola traumatizzata.
Jeremy è un’altra delle tremende figure del film, che come Johnny, maltratta chiunque abbia davanti. Le atroci gesta di questi due personaggi, sembrano simboleggiare l’unico mezzo di comunicazione della società messa in scena nella pellicola. Che sia la violenza sessuale di Jeremy, o quella verbale di Johnny, in ogni modo sembra non esserci altro modo per rapportarsi con gli altri. Che sia per l’aggressività del protagonista, per gli impegnati discorsi tenuti o semplicemente per la grigia ambientazione londinese, “Naked” rimane un film da recuperare. Grazie alle criptiche tematiche trattate, la pellicola riesce ad incantare fin dalla prima visione, generando sgomento e soprattutto tanti dubbi, che rendono l’opera estremamente attuale.
