L’ educazione non si combatte e non si compra ma si trasmette con gli esempi. Questo ho imparato nei miei quarantasette anni d’insegnamento! Pur non condividendo l’idea che i metal detector possano essere una soluzione ad arginare questa deriva violenta della società e di conseguenza nelle scuole, non il contrario, esprimo la mia comprensione per la proposta del ministro della Pubblica Istruzione di installare metal detector. Tutti noi sconvolti da episodi raccapriccianti cerchiamo soluzioni! Quello che non comprendo è il silenzio delle scuole o, meglio, lo comprendo ma non ho lo spazio sufficiente per esprimerlo. Nella mia lunga carriera scolastica mi sono fatto consegnare spontaneamente dagli alunni di tutto, pistole, coltelli, piedi di porco, lamette … addirittura sono riuscito a fare tornare a scuola oggetti trafugati. La consegna è avvenuta con l’autorevolezza e la fiducia conquistata attimo dopo attimo con rispetto e senza ipocrisie. Di contro mi è capitato di dover salvare colleghi che volevano raggiungere lo stesso obiettivo con l’autorità, rischiando molto per sé e per gli altri. L’approccio autoritario si è rivelato non solo inefficace ma pericoloso e con effetti controproducenti. Fino a quando non si comprende che il saper educare, saper insegnare, oltre che il vero modello preventivo a tanti malesseri della società, sono anche due mestieri difficilissimi e pieni d’insidie saremo costretti a soluzioni inefficaci dettate dalla pancia! Non riconoscere il giusto valore all’insegnamento, al saper educare è come voler nascondere la polvere della violenza sotto il tappeto. #buonascuolaatutti
MI AMO TROPPO PER STARE CON CHIUNQUE. SARA 31 marzo 2025 … per non dimenticare! ♥
