Messina ha vissuto ieri sera una serata di grande musica e Teatro con la prima rappresentazione della Turandot, andata in scena davanti a un Teatro gremito in ogni ordine di posti, con un meritato tutto esaurito che testimonia l’attesa e l’entusiasmo del pubblico. Uno spettacolo di altissimo livello artistico, impreziosito da solisti con voci magnifiche, capaci di restituire tutta la forza drammatica e la ricchezza musicale del capolavoro Pucciniano.
Splendida la regia di Carlo Antonio De Lucia, che ha saputo coniugare rigore teatrale e forza visiva, valorizzando appieno l’impianto scenico e la drammaturgia dell’opera. Una regia incisiva, capace di rendere la narrazione fluida e suggestiva.
A suggellare una serata memorabile, la direzione musicale. Il Direttore d’Orchestra, il Maestro Carlo Palleschi si è rivelato maestoso, guidando l’orchestra del Teatro Vittorio Emanuele con sicurezza e profonda conoscenza della partitura. Un dettaglio fondamentale è che l’intera opera sia stata diretta tutta a memoria, segno di altissima professionalità e totale immersione musicale.
Straordinarie le performance dei solisti.
Il soprano Daniela Schillaci, nel ruolo di Turandot, ha conquistato la platea con un’interpretazione intensa e autorevole, sostenuta da una voce sublime, potente e raffinata, che ha reso memorabili le sue arie più celebri.
Accanto a lei, ha brillato il tenore Zi-Zhao Guo nella parte di Calaf, conquistando il pubblico con una vocalità sicura e appassionata. Momento culminante della serata il celeberrimo “Nessun dorma”, all’inizio del Terzo Atto, accolto da lunghissimi e calorosi applausi, tali da spingere l’artista a concedere un bis, evento raro e particolarmente apprezzato dal pubblico in sala.
Ha emozionato anche profondamente il soprano Desirée Rancatore, Liù. La sua interpretazione, delicata e intensa, è stata impreziosita da una voce di rara bellezza e sensibilità, capace di toccare corde profonde dell’animo. Particolarmente struggente il momento del terzo atto, quando la morte di Liù ha avvolto il teatro in un silenzio carico di commozione, spezzato solo dagli applausi sentiti e prolungati del pubblico.
Di assoluto spessore anche il basso Abramo Rosale nel ruolo di Timur, che ha colpito per la voce possente e profonda, capace di restituire tutta la dignità, il dolore e l’umanità del personaggio, offrendo un’interpretazione intensa e autorevole.
Nel ruolo dell’Imperatore, Vincenzo Crucitti ha conferito al personaggio grande solennità e autorevolezza scenica, impreziosendo la sua presenza con un canto elegante e misurato, perfettamente in linea con il carattere simbolico del ruolo.
Molto applaudito anche Guido Dazzini nel personaggio di Un Mandarino, che ha saputo dare incisività e chiarezza al personaggio, distinguendosi per una prova vocale sicura e ben proiettata, capace di catturare immediatamente l’attenzione del pubblico.
Grande successo anche per Ping, Pong e Pang, rispettivamente interpretati da Luca Bruno, Raffaele Feo e Orlando Polidoro. Sono stati impeccabili e brillanti, che con la loro interpretazione hanno reso l’opera ancora più accattivante, regalando al pubblico momenti di vivacità e raffinato equilibrio scenico.
Di assoluto rilievo anche la prova del Coro Lirico “Francesco Cilea”, preparato e diretto dal Maestro Bruno Tirotta che si è distinto per compattezza, precisione e grande impatto emotivo, ricevendo calorosi applausi al termine delle scene corali. Suggestiva e di forte impatto emotivo la celebre “scena della luna”, nell’Atto I nel “Perché tarda La luna?” in cui il coro ha avvolto la platea con un suono pieno e controllato, creando un’atmosfera sospesa e carica di tensione drammatica, uno dei momenti più riusciti e applauditi dell’intera rappresentazione.
Il successo dello spettacolo è stato il frutto di un lavoro corale e sinergico, che merita un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla produzione: dallo scenografo agli assistenti alla regia, dai maestri collaboratori al coro di voci bianche, dal corpo di ballo al direttore di scena, fino ai professionisti del trucco e parrucco, alle costumiste e a tutta l’intera produzione dell’E.A.R. Teatro di Messina, che ha reso possibile uno spettacolo di così alto livello artistico.
Una prima che resterà nel ricordo del pubblico messinese e che conferma Messina come palcoscenico capace di accogliere e valorizzare grandi eventi lirici.
Turandot trionfa a Messina: prima sold out e applausi a scena aperta
