Con protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi, ed un soggetto basato su uno dei libri più famosi della letteratura moderna, sarebbe davvero difficile realizzare un film scadente.
Ma il nuovo adattamento di “Cime Tempestose” diretto da Emerald Fennell, riesce a sbagliare praticamente in tutto, mostrandosi complessivamente mediocre. Che sia per i cliché nelle continue scene erotiche, o per i personaggi privi di alcuna profondità, sembra davvero molto difficile apprezzare il lungometraggio.
Ma per capire al meglio le problematiche di questa aberrante pellicola, bisogna andare con ordine, illustrandone gli elementi distintivi passo passo.
ln primo luogo, “Cime Tempestose” è tratto dall’omonimo libro del 1847 scritto da Emily Bronte, da cui sono state fatte innumerevoli trasposizioni (tra cui anche la famosa canzone di Kate Bush del 1978). La trama della pellicola segue gli avvenimenti descritti nel romanzo, ossia la storia dei giovani Cathy e Heathcliff, le cui vite amorose si incrocieranno vorticosamente fin dalla giovane età. Tuttavia, tale storia viene adattata con un tocco differente rispetto ai precedenti adattamenti, data la regista e sceneggiatrice del lungometraggio, Emerald Fennell. Quest’ultima è nota per il film
“Saltburn”, che nel 2023 sconvolse il pubblico per i propri contenuti altamente espliciti ed a tratti disturbanti. La regista ha certamente tentato di ricreare quello scalpore che si era generato con la sua ultima opera, ma non è riuscita nell’intento. ln esso i contenuti erotici su schermo si intrecciavano magnificamente agli eventi della storia, invece in “Cime Tempestose”, ogni singolo istante sembra fuori luogo. La manipolazione psicologica e sessuale era fondamentale per la narrazione, invece qui tali elementi vengono trattati a sproposito, senza alcuna funzione. E se il sadico protagonista di “Saltburn” Oliver viene interpretato magistralmente dal giovane
Barry Keoghan, qui invece i personaggi principali sembrano soltanto delle caricature. All’inizio la trama della pellicola crea interesse nello spettatore, ma appena i protagonisti crescono fino all’età adulta, si passa da un’incantevole storia di formazione ad un confuso miscuglio di sviluppi insignificanti. Gli intrecci avvengono fra personaggi che sembrano muoversi senza alcun valore o motivazione concreta. Ognuno di essi cambia continuamente idea, rendendo qualsiasi pensiero espresso insignificante, e tutti gli avvenimenti poco interessanti. Margot Robbie interpreta una Cathy insulsa, che cade continuamente nel banale, senza una concreta evoluzione. L’attrice sembra personificare nuovamente Barbie, sia per l’estetica eccessivamente sgargiante, poco adatta all’ambientazione ottocentesca, che per la propria personalità. Cathy è superficiale, mossa soltanto dal proprio eccessivo magnetismo con Heathcliff, che dopo poche scene risulta ridondante. Poi vi è Jacob Elordi, che a differenza dell’attrice non esegue una pessima interpretazione, ma purtroppo, appare costantemente fuoriluogo. Il personaggio di Heathcliff nella storia originale è arricchito da difficoltà razziali date dalle proprie origini, che qui sono totalmente tralasciate. Per questo ruolo e per la propria caratterizzazione, sarebbe sicuramente servito un altro attore, che avrebbe dato molto più spessore alle complesse peculiarità del personaggio. LI Heathcliff di questa pellicola è totalmente condizionato dai personali istinti carnali, come se vivesse solo in base ad essi. Egli non si evolve per nulla, rimanendo piatto e talvolta mostrandosi in modo ambiguo.
Per quanto riguarda invece i personaggi secondari, senza dubbio la figura peggiore dell’intero lungometraggio è Nelly, l’amica d’infanzia di Cathy.
Neanche per un secondo in tutto il film, si riesce ad intuire quale sia il suo scopo, o soprattutto, se sia una figura positiva o negativa per gli eventi della trama. Non si comprende neanche il suo rapporto con Cathy, poiché il loro legame cambia di scena in scena. L’attrice che interpreta questo ruolo, Hong Chau, negli anni scorsi ha regalato delle buone interpretazioni, ma qui possiede sempre la stessa espressione, che dà al personaggio un tono banale e piatto.
Poi vi sono tutti quegli inutili altri personaggi, dal padre della protagonista Cathy, allo sposo di quest’ultima Edgar Linton, che non possiedono alcun tipo di caratterizzazione. Non hanno alcuna costruzione, e non riescono a mantenere un dialogo interessante per tutta la pellicola. Inoltre tanti particolari della trama, per esempio il cambiamento di Heathcliff, vengono trattati frettolosamente, per lasciare spazio alle interminabili scene erotiche. Esse disorientano lo spettatore, allontanando la storia da uno sviluppo concreto. Ma se gli aspetti della scrittura e della recitazione sono atroci, il reparto tecnico della pellicola riesce a migliorare complessivamente il prodotto finale.
Le scenografie sono eccelse, decorate magnificamente in ogni minimo dettaglio. Sembra perfino di rivedere alcuni scorci artistici di “Povere Creature!” (2023) diretto da Lanthimos, film caratterizzato da colori suggestivi ed ornamenti barocchi. Ciò vale anche per la fotografia, con ottimi giochi di luce e momenti ammalianti. Ma purtroppo, ognuno di questi elementi appare – come il resto del film – totalmente fuori luogo. Le suntuose decorazioni del palazzo in cui Cathy si trasferisce, la reggia di Edgar Linton, sono così tanto sgargianti da sembrare finte e totalmente in contrasto colresto dell’ambientazione. ln altre pellicole sicuramente sarebbero state lodevoli, ma qui non paiono avere alcun senso.
Dunque guardando “Cime Tempestose”, sembra di tornare alla visione di quei tremendi film romance che hanno invaso i cinema nell’ultimo decennio. La storia di fondo ipercomplessa, arricchita da tematiche significative, viene messa da parte per scenette che tentano di creare scalpore inutilmente, senza alcun risultato. E gli unici aspetti di nota, quelli artistici, non vanno bene per un lungometraggio di questo genere. Nel complesso la pellicola possiede alcuni tratti apprezzabili, ma il voler eccedere tipico della regista Emerald Fennell, allontana dagli aspetti che avrebbero potuto funzionare. Infine, con una sceneggiatura più solida, la coppia di attori Robbie-Elordi potrebbe tornare in pellicole future, magari esprimendo al meglio il proprio potenziale.
