Un premio dopo l’altro per il capolavoro di Paul Thomas Anderson, “Una battaglia dopo l’altra”, vincitore assoluto di quest’anno agli Oscar con ben 6 statuette.
Tra qualche dichiarazione politica e delle piccole sorprese, la 98a edizione degli Oscar si è dimostrata davvero godibile e scorrevole. Gran parte del merito va anche al presentatore Conan O’Brien, capace di intrattenere gli spettatori con la propria ironia coinvolgente.
È stata difatti realizzata una premiazione abbastanza lineare, senza nessuna grande delusione. Tralasciando il film “Marty Supreme”, che nonostante le 10 candidature ottenute non è riuscito ad accaparrarsi niente, ogni pellicola pregevole è stata ricompensata.
La cerimonia di quest’annata è stata più politica che mai, pensando ad esempio a Javier Bardem, che sul palco ha richiesto lo stop alla guerra. O anche i numerosi lungometraggi ricompensati che trattano temi infinitamente attuali, come il documentario “Mr. Nobody against Putin”. E se da un lato si discuteva delle problematiche politiche moderne, dall’altro il presentatore e le tante star riuscivano a divertire dando vita ad un’edizione davvero piacevole.
I film premiati durante la serata sono stati parecchi, perciò iniziamo ad elencarli soffermandoci prima di tutto sulle categorie tecniche.
Il “Frankenstein” di Guillermo del Toro ha trionfato aggiudicandosi 3 Oscar, ai MIGLIORI COSTUMI, al MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA ed alla MIGLIORE SCENOGRAFIA.
Il premio per i MIGLIORI EFFETTI SPECIALI è stato ottenuto meritatamente da “Avatar: Fuoco e cenere”, mentre il MIGLIOR MONTAGGIO da “Una battaglia dopo l’altra”.
La MIGLIOR FOTOGRAFIA è andata a “l Peccatori”, ed il MIGLIOR SONORO a “F1”. Tra le statuette più meritevoli della serata spicca senza dubbio quella per la MIGLIOR COLONNA SONORA, ottenuta da Ludwig Gôransson per “l Peccatori”, il quale ha raggiunto la terza vittoria della sua carriera. La nuova categoria per il MIGLIOR CASTING è stata vinta da “Una battaglia dopo l’altra”, nonostante il favorito fosse “l Peccatori”. “Sentimental Value” ha ottenuto il riconoscimento come MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA, battendo pellicole quali “L’agente segreto” e “La voce di Hind Rajab”. Il premio per il MIGLIOR FILM ANIMATO è stato assegnato a “K-Pop Demon Hunters”, che ha trionfato anche per la MIGLIORE CANZONE ORIGINALE, grazie al brano “Golden”.
Il MIGLIOR CORTO ANIMATO è andato a “The girl who cried pearls”, il MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO ad “All the empty rooms” ed il MIGLIOR DOCUMENTARIO a “Mr. Nobody against Putin”.
Durante la serata si è svolto un evento più unico che raro, ossia un pareggio, che non accadeva addirittura dalla cerimonia del 2013. Il premio per il MIGLIOR CORTOMETRAGGIO è stato conteso fra due pellicole, “The Singers” e “Two people exchanging saliva”.
Come da pronostico, Paul Thomas Anderson ha vinto la MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE per “Una battaglia dopo l’altra” e, Ryan Coogler, per “l Peccatori”, la MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.
Il riconoscimento come MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA è andato ad Amy Madigan per la performance della Zia Gladys in “Weapons”. Quello per la MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA invece a Jessie Buckley, interprete più quotata della serata, per Agnes Shakespeare in “Hamnet”.
Poi, Sean Penn ha fatto la storia vincendo il suo terzo Oscar per “Una battaglia dopo l’altra”, diventando il quarto attore a raggiungere questo primato. E nonostante abbia trionfato come MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA, non si è presentato alla cerimonia, generando alcune polemiche fra pubblico e critica. Il MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA, senza dubbio il premio più conteso e discusso quest’anno, è stato vinto da Michael B. Jordan. È riuscito a superare attori del calibro di Leonardo DiCaprio, tra cui Timothée Chalamet, ritenuto favorito per diverso tempo.
Senza dubbio il riconoscimento più meritevole è andato a Paul Thomas Anderson, che ha finalmente vinto il suo primo Oscar come MIGLIOR REGISTA. Un grande successo, considerando che la sua prima candidatura risale addirittura al 1998. Infine, come predetto precedentemente, a trionfare per il MIGLIOR FILM è stato “Una battaglia dopo l’altra”, divenendo la pellicola più premiata della serata.
Complessivamente, si può dunque ritenere la premiazione degli Oscar del 2026 un piacevole successo.
Prima di concludere, possiamo azzardare delle previsioni – molto in anticipo – per la cerimonia del 2027, ossia la 99a edizione. Sicuramente tra i favoriti del prossimo anno ci sarà il terzo capitolo della saga sci-fi di Denis Villeneuve “Dune Messiah”, con protagonisti Timothée Chalamet e Zendaya. Certamente avranno grandi possibilità anche I’ “Odissea” di Christopher Nolan ed il biopic sulla vita di Michael Jackson “Michael”. Tra le grandi scommesse infine vi è il “Digger” di Alejandro G. Iñarritu, che vede il ritorno in un ruolo drammatico di Tom Cruise, che potrebbe finalmente vincere il suo primo Oscar come miglior Attore.
Se tali pronostici verranno rispettati, sicuramente la corsa degli Oscar del 2027 sarà una delle più spettacolari degli ultimi anni.
