Case Zancle, il Coordinatore cittadino di Sud Chiama Nord Nino Carreri replica a Scurria: “Si mistifica la realtà per propaganda elettorale”

Sulla vicenda del complesso Case Zancle interviene Carreri, dopo le dichiarazioni del candidato Scurria.

“Raccontare quella situazione come ‘spazzatura non raccolta da due settimane’ significa piegare la realtà a un messaggio elettorale. A Case Zancle, come in altre aree critiche della città, il problema non è mai stato l’assenza del servizio, ma l’abbandono reiterato dei rifiuti e il mancato rispetto delle regole”.

“Messina nel 2018 era conosciuta come Città della Munnizza per una situazione che tutti ricordano: cassonetti bruciati, cumuli in strada, emergenza continua. Quel modello è stato superato in pochi anni. Oggi la città ha chiuso il 2025 con oltre il 61% di raccolta differenziata, risultato costruito insieme ai cittadini di tutte le aree, nessuna esclusa”.

“Dal 2021, con l’eliminazione dell’ultimo cassonetto in area centro, il porta a porta ha funzionato in tutta la città. Dire che la differenziata non arriva nelle periferie è quindi falso. Altra cosa è il comportamento di chi continua a non rispettare le regole, scaricando poi sull’intera collettività il costo del degrado e delle bonifiche”.

“Negli anni, proprio in situazioni come Case Zancle, Messinaservizi è stata costretta a intervenire con continuità, anche più volte a settimana, attraverso bonifiche straordinarie. Non si è mai trattato di interventi ordinari, ma della rimozione di accumuli che, di fatto, trasformavano quei punti in vere e proprie discariche”.

“Infangare questo percorso significa colpire non solo il lavoro di Messinaservizi e dei suoi dipendenti ma anche l’impegno dei cittadini onesti che in questi anni hanno cambiato davvero Messina. I problemi si affrontano per risolverli, non si usano per costruire propaganda”.

“Il modello Messina è sotto gli occhi di tutti: reale, misurabile, riconosciuto. Il resto è una narrazione comoda per chi ha bisogno di negare il cambiamento”.

“I numeri, quelli ufficiali, raccontano una realtà completamente diversa”.

– 2025 – 6° posto nazionale tra le grandi città italiane (oltre 200.000 abitanti) per raccolta differenziata con il 58,6% secondo il Rapporto ISPRA (dati riferiti all’anno 2024), in ulteriore miglioramento rispetto al 2024 (al 7° posto con 55,4% di RD riferita all’anno 2023), confermando un trend di crescita continuo che negli anni ha portato Messina a scalare posizioni a livello nazionale
– 2025 – Prima città del Sud Italia nella stessa fascia demografica, tra le realtà più performanti a livello nazionale secondo ISPRA
– 2024–2025 – Prima tra le città metropolitane siciliane per raccolta differenziata, con livelli significativamente superiori alla media regionale
– 2024 – 2025 – Percentuali oltre il doppio della media siciliana, a conferma di un modello strutturato, consolidato e riconosciuto
– 2025 – Menzione Speciale CONAI “Città Metropolitane Pioniere del Centro-Sud Italia”, conferita nell’ambito dell’Ecoforum nazionale di Legambiente
– 2024 – Menzione speciale “Storie di Economia Circolare” nell’ambito del dossier “Comuni Ricicloni Sicilia 2024”
– 2023 – Premio Biorepack (Comuni Ricicloni) per i risultati nella raccolta e nel riciclo delle bioplastiche compostabili
– 2022 –2025 – Collaborazioni nell’ambito del sistema CONAI e dei consorzi nazionali di filiera, a conferma della qualità dei flussi di raccolta e del modello organizzativo adottato
– 2024 – Ingresso della Messinaservizi Bene Comune nella Giunta Esecutiva di Utilitalia, la federazione nazionale che riunisce le principali utilities italiane, a testimonianza del ruolo riconosciuto a Messinaservizi nel sistema pubblico dei rifiuti a livello nazionale.

“Questi sono i dati e i riconoscimenti nazionali ottenuti negli anni da organismi terzi e indipendenti e le collaborazioni con il sistema nazionale dei rifiuti che hanno reso Messina un caso di studio. Di fronte a questo quadro, viene da chiedersi se ci si renda conto della portata di certe dichiarazioni: non si sta mettendo in discussione una parte politica, ma dati certificati, validati e riconosciuti a livello nazionale. Un tentativo evidente di riscrivere la realtà, a cui si sente il dovere di rispondere per difendere Messina e il lavoro concreto di una città che oggi, nei fatti, è tra i modelli più avanzati del Mezzogiorno”.

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