Messina: combattere la mafia per riaccendere la speranza, soprattutto nei giovani

Inaugurata dal Questore Salvo La Rosa, la mostra del Maestro Gaetano Porcasi, “Spegniamo la mafia, accendiamo il futuro” voluta dalla Questura di Messina, visitabile al Palacultura “Antonello da Messina” fino a mercoledì 1 aprile.

Presenti la Prefetta, la Rettore, il Provveditore agli Studi, la Presidente del Tribunale di Sorveglianza, i rappresentanti della Procura della Repubblica di Messina e delle altre Istituzioni

La mafia non è soltanto un’organizzazione criminale, è un sistema di potere che si nutre di silenzio, paura e rassegnazione. Per questo motivo, combatterla non significa solo contrastare attività illegali, ma anche costruire una cultura alternativa fondata sulla legalità, sulla giustizia e sulla partecipazione.

In questa sfida, i giovani rappresentano la risorsa più importante e, allo stesso tempo, la speranza più concreta per un futuro diverso.

Uomini e donne appartenenti alle forze dell’ordine, magistrati, giornalisti, imprenditori e cittadini comuni hanno scelto di non piegarsi alla logica della violenza e dell’omertà. Hanno difeso la legalità anche quando ciò comportava rischi enormi, dimostrando che lo Stato non è un’entità astratta, ma una comunità di persone che credono nella giustizia e nella convivenza civile.

Trasmettere questi valori ai giovani è oggi più che mai fondamentale. In una società in cui spesso prevalgono modelli basati sul successo facile e sull’individualismo, mostrare le opere del maestro Gaetano Porcasi che mettono in risalto le vittime della mafia, insegnano il significato autentico di responsabilità, integrità e impegno collettivo. Le scuole, le famiglie e le istituzioni hanno il compito di raccontare queste storie, non in modo retorico, ma come esempi concreti di scelte quotidiane guidate da principi solidi.

Il ricordo delle vittime della mafia, quindi, non deve rimanere confinato alle commemorazioni ufficiali, ma diventare parte integrante di un percorso educativo continuo. Solo così il loro sacrificio potrà tradursi in un’eredità viva, capace di ispirare le nuove generazioni a diventare cittadini consapevoli e protagonisti del cambiamento.

Le vittime della mafia non sono solo simboli di una lotta contro il crimine organizzato, ma rappresentano un modello di valori universali: giustizia, dignità e amore per la collettività.

Trasmettere questi ideali ai giovani significa investire nel futuro di una società più libera, solidale e rispettosa delle istituzioni.

La mostra rimarrà aperta a tutti i cittadini il 30 marzo fino alle ore 17,00, domani 31 marzo dalle ore 9.00 alle ore 17.00, e mercoledì 1 aprile dalle ore 9 alle ore 13.00.

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