Scilla e Cariddi, due ninfe che fanno un patto

Scilla, sulla sponda calabrese e Cariddi, a Capo Peloro, due ninfe ma al contempo due famelici mostri che si incontrano e scontrano fra le forti correnti del Tirreno e dello Jonio.
Oggi, forse sono ancora lì negli abissi marini, separati come Messina e Reggio Calabria da pochi chilometri di mare
Ebbene, la proposta promossa dalla CISL di Messina è proprio di creare un patto sociale tra le due sponde. Il Prof. José Gambino ha richiamato la vocazione commerciale dello Stretto, evidenziando come in passato fosse un nodo fondamentale dei traffici mediterranei. La proposta è di trasformare lo Stretto da confine amministrativo a motore economico, ma soprattutto riutilizzare, in una logica di governance comune, pezzi di città ormai dimenticati e abbandonati. Dunque, anche il segretario della CISL Messina, Antonino Alibrandi, ha evidenziato la necessità di investimenti nelle infrastrutture portuali e nelle aree dismesse, come ex Sanderson e zone ferroviarie, per favorire nuova occupazione e riqualificazione urbana.
Ecco così che potrebbe nascere” il Polo delle biodiversità”, che sarebbe un valore aggiunto, che diverrebbe un’ area funzionale.
” In Italia non c’è una facoltà bio marina a sud di Genova e Messina, interfacciandosi con il Museo del mare e Reggio, può diventare strategica. Investendo nella blue economy e perché no, in un progetto green, in linea con gli standard europei”.
Per l’ economista Michele Limosani, il motore del processo devono essere le Città metropolitane.
” Diano vita a un tavolo tecnico – politico di confronto e coordinamento permanente per avviare questa integrazione”.
Limosani invita a ragionare in una logica da city airport, capace di rafforzare il turismo e collegare meglio le Eolie. Certamente, le idee rimangono un’utopia se non sono inquadrate in una cornice normativa che preveda questi percorsi legati non solo ai trasporti e logistica ma anche alla bioarchitettura, in una visione olistica che se volesse integrarsi nello Stretto non potrebbe che coinvolgere la Falce, il porto di Tremestieri, e perché no, unire i due mari creando un’attrattiva turistica da Peloro a Scilla, dove con una seggiovia che li collega, potrebbe incantare il turista in un giorno d’estate, nel miraggio della Fata Morgana, unico fenomeno di rifrazione della luce solare che dalla sponda Calabrese fa apparire Messina più vicina di quanto sia la distanza ( oltre tre chilometri).

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