Rinascita Messina: “Lotta al fascismo e all’omofobia valori pregnanti del nostro civismo”

“In merito a quanto dichiarato da Rosario Duca, Presidente Arcigay Messina, secondo cui nella nostra lista vi sarebbe chi non rispecchia i valori di uguaglianza, dignità e antifascismo, corre l’obbligo precisare che tutti i nostri candidati rispecchiano pienamente tali principi.

Nessuno può permettersi di alimentare odio, divisioni o nostalgie pericolose: ciò di cui abbiamo bisogno è invece confronto civile, rispetto reciproco e democrazia.

Ogni forma di omofobia e qualsiasi richiamo al fascismo rappresentano un’offesa ai valori costituzionali e alla convivenza sociale.

Le istituzioni e la politica hanno il dovere morale di prendere le distanze da comportamenti e dichiarazioni che alimentano discriminazione e intolleranza.

La libertà di espressione non può mai diventare giustificazione per odio o apologia di ideologie che la storia ha già condannato.

I nomi dei nostri candidati sono da mesi pubblici e spesso citati anche dagli organi di stampa, molto ben prima della presentazione al comune della lista, ci meraviglia quindi che a pochi giorni dal voto si cerchi di delegittimare con accuse di fascismo e omofobia una lista civica che vede al suo interno candidati del partito comunista ed esponenti da sempre dichiaratamente in lotta per i diritti pro LGBTQIA+ (sic!).

Un accusa che poggierebbe le basi su una vicenda, nota dal 2021 e di ampio respiro pubblico con le stesse accuse, e poi finita in una bolla di sapone, sulle presunte dichiarazioni omofobe del nostro candidato, arch. Nino Principato.

Già allora vennero annunciati esposti alla Digos e denunce alla magistratura, che naturalmente si risolsero in un clamoroso nulla di fatto visto l’inesistenza di qualsiasi riscontro oggettivo o reato.

Riportiamo per inciso quanto dichiarato e riportato dall’organo di stampa “Gazzetta del Sud” cinque anni fa dall’arch. Principato in merito alle accuse a lui imputate di omofobia: «Non ho mai scritto la frase “schifo all’ennesima potenza” in riferimento al bacio (Il bacio tra Achille Lauro e il suo chitarrista a Sanremo 2021, n.d.r.) anzi il mio post era in aperta difesa della causa dei giusti e sacrosanti diritti dei gay. Quella lettera – dice Principato – riporta solo i brani “ostentazione di cattivo gusto” e “che andava assolutamente evitata”, estrapolandoli dal testo del mio post che, se riportato per intero com’era corretto fare, avrebbe dato il vero significato del mio pensiero che non era assolutamente omofobo. Per verità e correttezza di informazione, questo era il testo per intero: “Non ho nulla contro gli omosessuali, che meritano rispetto, ma questa ostentazione di cattivo gusto in una televisione pubblica di Stato dove esiste un garante (superpagato), andava assolutamente evitata, oltretutto non fa bene alla giusta causa dei diritti gay”.

Una vicenda vagliata attentamente durante la scelta dei nostri candidati e che consideravamo e consideriamo chiusa vista la plausibile spiegazione allora fornita e le innumerevoli occasioni in cui il buon Principato si è speso con parole contro l’omofobia e il fascismo.

Non se ne abbia a male e stia sereno chi ha RESUSCITATO quest’avvenimento, ma è evidente che questa storia non sta in piedi.

«Ora e sempre resistenza!»”

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