De Luca e Carreri rispondono a Scurria: “I messinesi meritano rispetto, non promesse che rasentano il voto di scambio”

“Un conto sono le misure compensative a sostegno delle attività commerciali che hanno subito disagi a causa di lavori pubblici realizzati nell’interesse collettivo. Un altro conto è utilizzare, in piena campagna elettorale, promesse e sconti con modalità ambigue e tendenziose che rischiano di trasformarsi in strumenti per carpire consenso”.

Così Cateno De Luca interviene sull’iniziativa lanciata dal candidato Marcello Scurria, che prevede sconti sui parcheggi legati alla propria campagna elettorale.

“Lo avevo già anticipato pubblicamente alcuni giorni fa durante una diretta: le misure che l’Amministrazione ha previsto per il Viale San Martino e per altre aree interessate da cantieri nascono come compensazione temporanea per commercianti e attività che hanno sopportato sacrifici e disagi dovuti a lavori necessari per migliorare la città. Si tratta di interventi istituzionali, trasparenti e regolamentati. Altro è presentarsi in campagna elettorale dicendo, di fatto, ‘vota Scurria e avrai 100 euro di sconto sul parcheggio’. Un messaggio che appare chiaramente orientato a raccogliere consenso attraverso una promessa che rasenta il voto di scambio”.

“L’iniziativa di Scurria, purtroppo, ricorda le peggiori stagioni della politica messinese: quelle dei favori distribuiti in cambio di consenso, dei pacchi di pasta nelle zone più fragili della città. Logiche da cui Messina si è finalmente liberata dal 2018 in poi. Noi abbiamo restituito dignità a tanti quartieri, rompendo quel sistema basato sul bisogno trasformato in strumento di controllo politico. Sul tema ATM chiediamo scusa a Marcello Scurria se l’ amministrazione Basile ha scelto una strada diversa rispetto a quella dell’Azienda Speciale ATM del passato, che ha accumulato oltre 83 milioni di euro di debiti, con bilanci non approvati dal 2003 e circa 50 milioni di euro ancora dovuti all’Erario tra contributi e imposte non pagate. E tutto questo avveniva proprio negli anni in cui Scurria era stabilmente presente accanto ai vari sindaci, di destra o di sinistra poco importava, purché continuasse a mantenere il proprio ruolo e le proprie parcelle professionali, messe spesso davanti a qualsiasi coerenza politica.
Noi apparteniamo ad un’altra scuola: le imposte si pagano, anche quando si gestiscono enti pubblici. Se ne faccia una ragione”, conclude De Luca.

Inoltre Carreri risponde a Scurria sull’I-Hub: “Ancora mistificazioni”

“Marcello Scurria continua a fare campagna elettorale raccontando ai cittadini una versione falsa dei fatti e sostenendo che sarebbero stati persi 71 milioni di euro per l’I Hub. La verità è un’altra: il progetto è ancora nella programmazione del Comune e nessuna risorsa è andata perduta.
L’I Hub, progetto nato durante la sindacatura di Cateno De Luca insieme all’allora vicesindaco Carlotta Previti, prevedeva un polo dedicato a coworking, start up e innovazione in convenzione con l’Università di Messina. Nel corso degli approfondimenti tecnici e urbanistici, però, è emerso che l’impostazione originaria presentava criticità progettuali e costi sovradimensionati rispetto agli obiettivi reali dell’intervento.
In questi anni abbiamo rivisto il progetto in modo concreto e sostenibile, correggendo errori di impostazione iniziale. Le risorse non sono andate perse: è stata ridefinita la programmazione sulla base di valutazioni tecniche, economiche e urbanistiche più aderenti alle esigenze della città.”, così in una nota il coordinatore cittadino Nino Carreri.

“Il progetto, inizialmente stimato in circa 71 milioni di euro attraverso fondi PON Metro, POC Metro e PON Plus 2014-2020, è stato rimodulato. I costi di demolizione sono passati da circa 14 milioni a 3,5 milioni di euro, generando importanti economie, mentre parte delle risorse è stata destinata a interventi di rigenerazione urbana.

La realtà è che la struttura dell’I Hub ha un costo stimato di circa 25 milioni di euro. Altri 25 milioni erano stati immaginati per la terrazza e le opere accessorie. Oggi abbiamo scelto un’impostazione diversa, più equilibrata e coerente con la visione del Waterfront cittadino.”

“L’amministrazione ha quindi avviato il recupero della Real Dogana e definito un accordo con RFI per utilizzare aree dismesse dove collocare l’I Hub, evitando nuove volumetrie nell’area ex Silos e Casa del Portuale.
Nel rispetto del Waterfront e del dialogo con i cittadini quell’area deve mantenere una vocazione pubblica, aperta e naturale, senza palazzoni, per consentire finalmente a Messina di tornare a dialogare con il proprio mare.
Nessun euro è stato perso È stata fatta invece una scelta amministrativa seria: correggere una programmazione iniziale non più sostenibile, ottimizzare le risorse disponibili e realizzare più interventi utili per la città e per i messinesi.”, conclude.

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