“NEPHELAI”, le nuvole dell’umanità che lasciano un segno oltre il sipario

Le nuvole come simbolo delle unicità, delle identità che rendono ogni persona diversa dall’altra. È questo il messaggio più forte lasciato da “NEPHELAI”, lo spettacolo della Compagnia VolereVolare andato in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina con la regia e la drammaturgia di Giovanna Manetto, liberamente tratto da “Le Nuvole” di Aristofane.

Ed è proprio ad Aristofane che si riallaccia il senso più profondo della rappresentazione. Se il commediografo greco attraverso “Le Nuvole” osservava e metteva in discussione la società del suo tempo, “NEPHELAI” porta oggi sul palco uno sguardo contemporaneo sull’umanità e sul modo in cui ciascuno trova il proprio spazio.
“Non è un viaggio gentile”, ha spiegato Giovanna Manetto, parlando di uno spettacolo pensato per lasciare qualcosa addosso al pubblico. “È un peso che gli spettatori dovranno portarsi”, ha detto la regista, sottolineando come la vera vittoria arrivi nel momento in cui le emozioni trasmesse dagli attori riescono a restare dentro chi guarda.
“Perché le nuvole? Perché stanno in cielo ma sono tutte diverse l’una dall’altra”, ha continuato Manetto. “Questo è il messaggio che si vuole dare: siamo tutti diversi, non c’è nessuno uguale all’altro”.
E ancora: come le nuvole occupano ciascuna uno spazio nel cielo, così gli attori della Compagnia VolereVolare occupano il proprio spazio sul palcoscenico, con la propria presenza, la propria personalità e la propria verità scenica.
Un concetto condiviso anche da Lillo Sanfilippo, che ha definito questi attori, come ogni attore, capaci di “provare e donare emozioni”, mettendo in evidenza l’autenticità che riescono a trasmettere al pubblico.
Particolarmente significativo anche il pensiero espresso durante la serata: “Siamo tutti uguali, non esistono differenze. Esiste l’esattezza di quello che siamo, ed è questa la bellezza”. Questo il messaggio lasciato dallo spettacolo.
Applausi finali hanno salutato la conclusione della rappresentazione, che ha lasciato al pubblico immagini, emozioni e soprattutto riflessioni destinate a restare ben oltre la chiusura del sipario.

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