Messina ribalta il suo destino crocieristico e smette di essere percepita solo come il corridoio di transito verso Taormina e l’Etna perché i dati diffusi dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto durante la conferenza dedicata al settore dimostrano che il 67% dei passeggeri sbarcati sceglie consapevolmente di rimanere in città, un risultato che smentisce definitivamente il cliché secondo cui quasi tutti lascerebbero subito il porto e che emerge da un’analisi approfondita basata su questionari somministrati a bordo e sul monitoraggio costante dei flussi a terra, confermando come lo scalo peloritano sia ormai diventato a tutti gli effetti una destinazione e non più solo un punto di passaggio, con ricadute economiche dirette e misurabili visto che nel 2025 la spesa dei crocieristi è stata quantificata in 15 milioni e 770 mila euro ripartiti tra ristorazione, shopping, servizi turistici e offerta culturale, con una media di 31,70 euro a testa che, moltiplicata per i volumi di traffico, alimenta concretamente negozi, imprese e occupazione locale, e con prospettive di ulteriore espansione perché dopo i 742.526 passeggeri registrati nel 2025 si prevedono 800 mila arrivi nel 2026, 836 mila nel 2027 fino a toccare quota 940 mila nel 2028 mentre gli approdi saliranno da 304 a 317 nello stesso periodo, una crescita sostenuta dalla posizione baricentrica del porto nel Mediterraneo, dagli investimenti infrastrutturali, dalla qualità dei servizi e da una programmazione di lungo respiro che continua ad attrarre i colossi del mare, con MSC in testa con 53 scali già fissati per il 2026 seguita da Norwegian Cruise Line, Royal Caribbean e Viking in un panorama complessivo di circa trenta compagnie presenti, a dimostrazione che il beneficio non si ferma alla banchina ma si estende a tutta la filiera cittadina che va dai servizi tecnico-nautici ai taxi, dalle guide ai commercianti, dai ristoratori agli operatori culturali, in un’economia diffusa che impone ora la vera sfida, ovvero consolidare quanto costruito puntando ancora su infrastrutture, accoglienza e standard di qualità affinché il porto, che resta la porta della città, diventi sempre più il motivo per cui chi arriva dal mare decida di fermarsi proprio a Messina.
Messina non è più solo uno scalo: 2 crocieristi su 3 scelgono di restare in città
